Una lettera sul campo scuola
Voglio ringraziare il dirigente e le insegnanti per questa opportunità che viene data a noi genitori di poter dire la nostra su una delle tante iniziative che propone e realizza la nostra scuola.
Sono la madre di uno dei vostri alunni di quarta (la quarta E), che hanno partecipato al campo-scuola di Gubbio e debbo dire che già il modo in cui i ragazzi hanno accolto la proposta dell'insegnante è stato un successo didattico. Infatti i ragazzi hanno rigirato a noi genitori la proposta dell'insegnante con entusiasmo e con fiducia sapendo che avrebbero fatto sicuramente una bella esperienza tutti insieme e accompagnati dalla loro insegnante, così come si era trattato per altre attività. La classe ha aderito interamente e questo credo sia un riconoscimento all'autorevolezza ed all'impegno professionale dell'insegnante che da quattro anni sta facendo con i nostri figli, insieme ad altri docenti, un percorso che tende ad avvicinare, incuriosire, appassionare allo studio.
Considerando che per i nostri ragazzi era la prima volta che si trovavano ad affrontare un viaggio con pernottamento senza alcuna figura familiare (e questo ha contribuito a creare ancora di più un clima di avventura e di complicità tra insegnante ed alunni), l'occasione del campo-scuola per noi genitori (e credo anche per l'insegnante) è stata una modalità per verificarne trasversalmente, ad esempio, la gestione delle emozioni e delle frustrazioni, come fare e mantenere amicizie,il senso di responsabilità, la consapevolezza della propria identità personale.
Per noi genitori, quindi, tale iniziativa è stata ottima sia sul piano culturale (conoscere altri luoghi, altre realtà architettoniche, artistiche, artigianali, geografice, culinarie, dialettali) che didattico (la classe ha fatto esperienze laboratoriali) sollecitando abilità operative e di indagine (organizzandosi strumenti e tempi di lavoro, ideare un progetto e realizzarlo). ma SOPRATTUTTO è stata un'esperienza che li ha fatti maturare sul piano dei rapporti (tra pari e tra allievi ed insegnanti) potenziando o creando le empatie e la fiducia, sul piano dell'autonomia (lo stare a lungo senza la propria famiglia). Credo, che questo fare scuola in modo VIVO, INSIEME, comunicando l'entusiasmo verso il sapere e la curiosità verso le nuove conoscenze, aiuti davvero i nostri figli a diventare studenti autonomi, in grado di scoprirsi i propri "bernoccoli" e di essere attori del proprio progetto di vita!
Grazie ancora
Buon lavoro
Emilia De Nardis (mamma di Lorenzo)